lunedì 11 febbraio 2013

Beatrice Uguccioni

Sono Beatrice Uguccioni, candidata alla Regione Lombardia per il PD, con Ambrosoli Presidente. Nata a Milano 42 anni fa, sposata con Maurizio da 15 anni e mamma di tre figli.  Maturità classica, laurea in filosofia, indirizzo Comunicazioni Sociali e Relazioni Sociali all’Università Cattolica. 
Nel 1987 frequento i corsi di formazione sociopolitica della Diocesi di Milano; dal 1996 al 2000 lavoro in Università cattolica; negli stessi anni collaboro con la Fondazione Italiana per il Volontariato e con Caritas Ambrosiana. Dal 1996 al 2006, come funzionario per il Gruppo Regionale Consiliare dei Popolari poi Margherita, mi occupo di sanità, mercato del lavoro, formazione professionale e comunicazione; dal 1999 sono giornalista pubblicista. Componente dell’Assemblea Nazionale e della Direzione Provinciale del Partito Democratico. Dal 2001 in Consiglio di Zona 9 a Milano, Presidente dal 2006 e ad oggi ancora in carica.

Nella vita di ognuno di noi ci sono momenti nei quali la comodità di una posizione acquisita non deve fare velo al coraggio di un impegno, anche se più rischioso. Dall'ormai lontano 2001, anno in cui - nel prosieguo dell'impegno nel volontariato sociale e politico - mi candidai per il CDZ, ho ricevuto tante soddisfazioni, senza dubbio politiche ma anche personali, con il corale sostegno e incoraggiamento dei cittadini presenti nell'ampio territorio. Alla vigilia della prematura consultazione regionale, dopo la miserevole caduta della giunta PDL-Lega, che, di fatto, ha giocoforza cambiato le strategie di medio periodo delle forze politiche, la domanda, pur sollecitata da diverse direzioni, sia dal territorio che anche dal Partito, era se mettersi in gioco o meno, consapevole dei pro ma anche dei relativi rischi; .... probabilmente sarebbe stato più comodo riposare...
Il forte senso democratico confermato con le primarie nazionali prima e quelle regionali dopo, con l'indicazione di Umberto Ambrosoli quale candidato presidente, hanno acceso la speranza e aperto il cuore a tanti italiani per una nazione migliore, che possa davvero diventare Bene Comune.
Spinta da questo entusiasmo (e dalla ormai nota passione che, fortunatamente, non fa mancare il suo sostegno), dopo 12 anni di attività polito-amministrativa locale, di cui 7 dedicati a tempo pieno alla carica di Presidente del CdZ 9, ho dato la disponibilità a mettermi in discussione, giocando per questo nuovo ruolo, ben consapevole del massimo bisogno di consenso, al fine di contribuire, in discontinuità, alla vittoria del PD e quindi della Coalizione di centrosinistra. Ecco il perché di una scelta e di una nuova sfida, che spero possa avere successo con l'aiuto ed il consenso di tanti di Voi, cari concittadini. 
Mi auguro di potervi incontrare in questi giorni di campagna elettorale, per ricevere suggerimenti per un'amministrazione regionale - sempre attenta e presente sul territorio - all'insegna della legalità e della partecipazione popolare. Grazie di cuore per fare squadra, con l'obiettivo della vittoria comune, in questo delicatissimo momento per la nostra Lombardia, motore trainante dell'Italia.

In merito alle politiche femminili, tema che reputo fondante (porta con sè i valori dell'etica, della famiglia, dell'impegno....) credo sia importante riportare queste poche righe, da una stupenda lettera indirizzata alle donne da Giovanni Paolo II, scritta nel lontano 1995:
...Normalmente il progresso è valutato secondo categorie scientifiche e tecniche, ed anche da questo punto di vista non manca il contributo della donna. Tuttavia, non è questa l'unica dimensione del progresso, anzi non ne è neppure la principale. Più importante appare la dimensione socio-etica, che investe le relazioni umane e i valori dello spirito: in tale dimensione, spesso sviluppata senza clamore, a partire dai rapporti quotidiani tra le persone, specie dentro la famiglia, è proprio al « genio della donna » che la società è in larga parte debitrice. Vorrei a tal proposito manifestare una particolare gratitudine alle donne impegnate nei più diversi settori dell'attività educativa, ben oltre la famiglia: asili, scuole, università, istituti di assistenza, parrocchie, associazioni e movimenti. Dovunque c'è l'esigenza di un lavoro formativo, si può constatare l'immensa disponibilità delle donne a spendersi nei rapporti umani, specialmente a vantaggio dei più deboli e indifesi. In tale opera esse realizzano una forma di maternità affettiva, culturale e spirituale, dal valore veramente inestimabile, per l'incidenza che ha sullo sviluppo della persona e il futuro della società.....
...Si ponga davvero nel dovuto rilievo il «genio della donna», non tenendo conto soltanto delle donne grandi e famose vissute nel passato o nostre contemporanee, ma anche di quelle semplici, che esprimono il loro talento femminile a servizio degli altri nella normalità del quotidiano. È infatti specialmente nel suo donarsi agli altri nella vita di ogni giorno che la donna coglie la vocazione profonda della propria vita, lei che forse ancor più dell'uomo vede l'uomo, perché lo vede con il cuore. Lo vede indipendentemente dai vari sistemi ideologici o politici. Lo vede nella sua grandezza e nei suoi limiti, e cerca di venirgli incontro e di essergli di aiuto.  

3 commenti:

  1. Benvenuta Beatrice, grazie del contributo :-)

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  2. mamma, giornalista, stessa laurea, stessa università, stesse passioni. la mia bella copia... buon lavoro, TiTTi Arena

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  3. Bene direi; richiamo sufficientemente lontano e assolutamente dovuto e d'attualità. Sopratutto ora.
    Anna

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