lunedì 17 aprile 2017

Assemblea #Nonunadimeno a Milano: il 20 aprile alla Casa delle Donne

In attesa, e in preparazione, della nuova assemblea nazionale, che avrà luogo a Roma il 22 e il 23 aprile, a Milano le donne si ritroveranno il 20 aprile, dalle 19.30 alle 23.
Appuntamento alla Casa delle Donne (in Via Marsala, 8). Durante l'assemblea verrà presentato il report da ciascuno dei Tavoli sui temi: Percorsi di fuoriuscita dalla violenza; Giuridico e legislativo; Salute sessuale e riproduttiva; Educazione e formazione; Femminismi e migrazioni; Lavoro e welfare; Narrazione della violenza nei media.
Seguirà la discussione su quanto emerso dai tavoli e su altre proposte ancora aperte.
Riguardo al metodo, negli interventi si propone di risparmiare tempo su ciò su cui c'è consenso, dedicando la discussione al resto: dunque alla fine di ogni report si evidenzino solo i punti su cui non si è d'accordo, oppure le proposte di integrazione, aggiunta o modifica (tutto il resto si dà per approvato). Anche la discussione finale si focalizzerà sui vari punti lasciati in sospeso per  fare emergere le proposte di integrazione e modifica, o gli elementi di dissenso.

Ricordiamo inoltre l'appuntamento delle donne, sempre a Milano, per il #25aprile femminista.

domenica 16 aprile 2017

La Liberazione è femminista o non è. 25 aprile #nonunadimeno a Milano

La rete #nonunadimeno di Milano attraverserà con la sua presenza la giornata del 25 aprile.


Partecipa anche tu:
1. vestendo colori dal fucsia al viola dovunque ti troverai durante la giornata
2. portando una stoffaalta 50 cm, lunga quanto vuoi e con dei legacci agli angoli, degli stessi colori, su cui avrai scritto il tuo messaggio: con le stoffe di tutte comporremo, durante il corteo, una lunga striscia che porteremo in piazza Duomo e poi all’Arco della Pace
3. facendo circolare nel corteo i volantini con gli 8 punti per il 25 aprile che distribuiranno le staffette della rete non una di meno
4. rinominando le strade che attraverseremo con i nomi di combattenti partigiane e delle Madri Costituenti





Questi gli appuntamenti:

Piazzale Cimitero Maggiore, Presenza al presidio 
9.30 Porta un fiore al partigiano con una corona d’alloro alla resistenza delle partigiane, le foto e le storie di partigiane milanesi e delle madri costituenti, le nostre parole e le nostre poesie

Piazza Duomo 
13:30 incontro sul sagrato e formazione delle staffette resistenti della rete #nonunadimeno che in bicicletta o a piedi si organizzeranno per portare nel corteo i nostri contenuti attraverso la distribuzione del manifesto della rete non una di meno di Milano e gli otto punti per il 25 aprile, rinominare le strade che attraverseremo dedicandole a donne partigiane, componendo la lunga striscia di stoffa che attraverserà il corteo,
17:00 ci ritroveremo tutte come rete nonunadomeno sul sagrato del Duomo con gli striscioni, le foto delle donne partigiane e delle madri costituenti, i cartelli con i nostri messaggi, la lunga striscia dei messaggi legati insieme...
17:30 partenza dal sagrato del Duomo del colorato e rEsistente corteo della Rete nonunadimeno, per raggiungere l’Arco della Pace  

Arco della Pace 
qui troverete il banchetto #nonunadimeno e interverremo dal palco 


mercoledì 12 aprile 2017

Le Madri Costituenti: Mostra fotografica itinerante



Storie di emancipazione femminile in Italia,
il contributo fondamentale delle donne nella stesura della Costituzione:
ex partigiane, casalinghe, insegnanti, giornaliste
che si batterono trasversalmente per i diritti delle donne
in un'Assemblea Costituente in cui le donne erano solo 21, gli uomini erano 535.

Per ricordare
le donne
che furono protagoniste
nel fare l’Italia
repubblicana.

La mostra, itinerante, realizzata dal comitato Se non ora, quando? Snoq Lodi è esposta fino al 26 aprile nella hall dell'Ospedale Maggiore di Lodi.

venerdì 10 marzo 2017

I media ci annacquano. Ma siamo marea che non si arresta

Ieri è accaduto un evento storico: in cinquanta paesi del mondo le donne si sono fermate scioperando contro la violenza maschile e la violenza di genere. Anche in Italia numerose piazze si sono riempite di donne vestite di nero e fucsia accompagnate da slogan sulle mastrioske, simboli scelti dalla rete Non una di meno per rendere visibile la protesta, una mobilitazione che ha toccato anche Brescia attraversata da due cortei, uno mattutino ed uno serale, gioiosi e partecipati da centinaia di donne determinate ed arrabbiate.




Cosa resta, oggi, sui quotidiani locali? 

troviamo poco dell’energia, della creatività, della passione, della radicalità politica della giornata di ieri.
Il Corriere della Sera nazionale scrive in prima pagina che lo sciopero delle donne è stato un grosso errore (“si è rivelato un mezzo disastro”, a firma Dario Di Vico), mentre l’edizione locale, addirittura, inspiegabilmente ne tace.
Il Giornale di Brescia invece ne dà conto in maniera dettagliata della giornata, la giornalista che ha firmato il pezzo ha infatti partecipato al corteo interagendo con le organizzatrici e le manifestanti.
Il Bresciaoggi compie una vera e propria opera di disinformazione sia nella titolazione (“L'8 marzo della CGIL: sciopero, film, e appello per il referendum”), sia nell’impaginazione delle fotografie, attribuendo lo sciopero delle donne alla Cgil: organizzazione sindacale che, invece, nonostante i ripetuti appelli delle femministe di Non una di meno a coprire lo sciopero di 24 ore, ha preferito delegare le iniziative alle camere del lavoro territoriali. La Cgil ha comunicato di sostenere la lotta contro la violenza sulle donne, ma è stata chiara nel non indire lo sciopero, affermando che avrebbe dato copertura solo ove le Rsu delle singole aziende avessero deciso di aderire. La Flc Cgil ha indetto per l’8 marzo uno sciopero di 8 ore (un terzo delle 24 richieste) nel settore del lavoro della conoscenza. Lo sciopero delle donne dell’8 marzo è stato possibile solo grazie alla coperture sindacale di 24 ore dei sindacati di base: Cobas, Usi, Usb, Slai Cobas, Sial Cobas, Ccb, Sgb.
QUI si trova tutto il dibattito tra Non una di meno e la Cgil.   

Ma le donne, come soggetti imprevisti, hanno nuovamente fatto irruzione nella scena politica. La grande giornata di ieri, che ha visto (anche) Brescia attraversata da così tante donne, alcune in piazza per la prima volta, meritava un’attenzione mediatica maggiore proprio per la dirompenza dell’essere insieme e diverse, accomunate dall’obiettivo della lotta alla violenza sulle donne, violenza di genere strutturale al sistema che si esprime attraverso oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo omo e transfobia. 
L’8 marzo per noi non è che l'inizio. Non ci silenzierà la disinformazione. Monitoreremo l’immaginario mediatico misogino e sessista che rappresenta le donne che subiscono violenza come vittime compiacenti e passive e la rappresentazione dei nostri corpi come oggetti. 
Agiremo direttamente, costruendo la nostra narrazione, comunicando con le nostre parole, i nostri volti, i nostri corpi ribelli, non stereotipati e ricchi di inauditi desideri. Ci riconosciamo la capacità di agire una trasformazione totale della vita.
Siamo una marea che non si arresta. 

Prossimo appuntamento a Brescia: giovedì 16 marzo h 20 presso la sede dei Cobas di Via Carolina Bevilacqua 9/11 (quartiere Fiumicello) 


lunedì 20 febbraio 2017

Corso Wikidonne per la Lombardia


Lo sapevate che l'85% delle voci presenti su Wikipedia sono maschili?
Per ridurre il 'gender gap' è partito un progetto internazionale, 'Women in red' (donne in rosso, in quando le voci non ancora editate, nell'enciclopedia digitale, sono appunto rosse e diventano azzurre quando invece il link è attivo), divenuto, in Italia, 'Wikidonne' volta ad aumentare le voci riguardanti donne rappresentative dell'universo femminile sia tramite 'editathon, 'maratone' durante le quali ci si impegna a scrivere (o tradurre, se le voci esistono già in altre lingue, adattandole non solo linguisticamente, al nostro Paese), di volta in volta, di scienziate, letterate, artiste, sia tramite corsi per formare nuove volontarie a cui insegnare come si diventa wikipediane.
Se non ora, quando? Snoq Lodi, come già aveva fatto con la giornata di formazione promossa nel capoluogo di provincia di concerto con l'Ordine dei Giornalisti della Lombardia sull'uso del femminile nelle professioni e sul modo corretto di scrivere di violenza sulle donne, insieme al gruppo lodigiano di Toponomastica Femminile (associazione nazionale che collabora al progetto Wikidonne) ora porta a Lodi,  un corso, gratuito ma a numero chiuso (previa iscrizione), per diventare 'redattrici' di Wikidonne
Sarà Susanna Giaccai, wikipediana, a tenere le tre giornate di formazione (in parte rivolte ad una classe di studenti delle superiori, in parte alle persone interessate, come docenti, professioniste, universitarie),  ospitate nel laboratorio di informatica del liceo Vegio di Lodi da giovedì 16 a sabato 18 marzo. Per info: snoqlodi@gmail.com; evento Facebook Corso di Wikipedia


Il logo di Wikidonne