domenica 15 febbraio 2015

Rising for a revolution: a Milano

One Billion Rising 2015. Quello che c'è da dire, su questo appuntamento e su tutti gli altri che si sono incrociati nella stessa giornata, lo abbiamo detto qui. Ed ecco quello che è successo a Milano!

Pioggia, e tanti appuntamenti diversi a cui era importante partecipare; ma un bel manipolo di coraggiosi e coraggiose si è presentato, puntuale, all'evento globale contro la violenza organizzato da DonneinQuota e Fermati Otello, con la Rete delle Reti femminili; che per l'occasione era rappresentata da Sabina Ciuffini, di Una Talks [si Sabina, la velina più famosa della storia! colei che per prima prese la parola sullo schermo]. Insieme ai coraggiosi danzatori, la Casa delle Donne Maltrattate di Milano, Amnesty International e i City Angels:


E qui l'intervista a Pierfrancesco Majorino, che ringraziamo: per aver sostenuto l'evento, partecipando alla conferenza stampa e in prima persona, e per le sue parole:

mercoledì 11 febbraio 2015

#OBRMilano 2015: appuntamento il 14 febbraio in piazza Duomo

Anche a Milano torna per il terzo anno consecutivo la campagna ideata da Eve Ensler che nel 2013 ha spinto oltre un miliardo di persone a danzare insieme per manifestare contro le violenze subite dalle donne.
Domani 12 febbraio, a Palazzo Marino, conferenza stampa con l'ass. Pierfrancesco Majorino, e - in rappresentanza del comitato OBRMilano, Sabina Ciuffini (per la Rete delle reti femminili), Donatella Martini (per DonneinQuota) e Francesca Savoldini (per Fermati Otello)
Quest'anno l'appuntamento è, come sempre in Piazza Duomo, per sabato 14 febbraio alle ore 18. Nel 2013 quelle e quelli di noi che sono  andat* alla prima edizione dell'appuntamento milanese, pensavano di ritrovarsi in piazza Duomo solo in qualche decina di persone. 
E invece…! la piazza, in ogni angolo, e inclusa la scalinata dell'Arengario, scoppiava di persone felici di ritrovarsi insieme. Ecco com'era Piazza Duomo in quella notte magica:



Migliaia e migliaia di persone unite nella danza e in un'esperienza nuova: un San Valentino che non era più una banale festa da cioccolatini, ma la festa dell'amore solidale, contro ogni tipo e forma di violenza. Danziamo ancora, per dire che vogliamo una Rivoluzione.
Amore fra innamorati, amore fra le persone, e - per una vera rivoluzione che porti a veri cambiamenti - amore dell'Umanità per il pianeta. Basta violenza contro le donne, basta cultura dello stupro: è questo, che dobbiamo celebrare ed esigere.



sabato 7 febbraio 2015

A Milano workshop YWN-AXA Italia sulla previdenza in chiave femminile: come calcolare e integrare la propria pensione

Quando si parla a una giovane donna della pensione, le risposte in genere sono due: prima devo trovarmi un lavoro, oppure ma chissà quando andrò in pensione! 
Entrambe le risposte sono solo un modo per rinviare il problema di come mantenersi quando non si sarà più in età da lavoro. Basare il proprio stile di vita esclusivamente sulla pensione pubblica rischia di trasformare le giovani donne di oggi nelle anziane indigenti di domani.

Il tema della previdenza in chiave femminile sarà affrontato lunedì 9 febbraio 2015 nel workshop “La previdenza in Italia – vista da Previsionari.it”, che si terrà all' AXA di Milano (Corso Como, 17).
L’incontro è promosso da AXA Italia e YWN – Young Women Network, associazione di promozione sociale italiana che riunisce giovani donne di talento con l’obiettivo di favorire networking, cooperazione, knowledge sharing e formazione “non formale”. Lo scopo dell’incontro è duplice: spiegare come calcolare la propria pensione e chiarire l’importanza della previdenza complementare. 
Il workshop sarà preceduto da un aperitivo di networking. In seguito, interverranno: Graziano Mollicone (Head of Pension di AXA Italia), Giovanni Valli (Corporate Blogger di Previsionari.it), gli Avv. Melissa Tricarico e Alessandra Nisticò (Studio Legale Faotto Tricarico). Gli speaker spiegheranno come calcolare la propria pensione futura, perché val la pena pensarci ora, come i giovani italiani si stanno preparando al momento della pensione, cosa sono il TFR e la previdenza complementare e le forme che può avere quest’ultima.
“Il rapporto OCSE Pensions at a Glance 2013 ci avverte che i lavoratori precari e malpagati, tipicamente giovani, rischiano maggiormente una vecchiaia in povertà”, spiega Teresa Budetta, presidente di Young Women Network. “Senza una consapevolezza del problema e un minimo di educazione finanziaria, le giovani donne a inizio carriera, che ostituiscono il target di YWN, rischiano di vivere male gli anni della loro pensione. E’ per questo che abbiamo deciso di organizzare questo workshop con AXA”.
“In Italia, rispetto al tema ‘donne e previdenza’ possiamo evidenziare un dato interessante: nelle fasce di età più giovani, se solo 9% degli uomini iscritti ad un fondo pensione ha meno di 35 anni, per le donne la cifra raddoppia: circa il 18%,  dimostrazione di una maggiore apertura delle ragazze italiane nei confronti del mondo assicurativo e finanziario spiega Graziano Mollicone, Head of Pension di AXA Italia. “La scelta lungimirante di queste giovani donne è confermata dai dati: le donne hanno un’aspettativa di vita maggiore rispetto agli uomini, in media vivranno 26 anni in pensione rispetto ai 21 dei maschi, ma hanno pensioni in media più basse: 13.921 euro all’anno contro i 19.686 degli uomini. È quindi importante dare un contributo nel favorire una sempre maggiore consapevolezza, anche in chiave femminile, sull’importanza di prepararsi per tempo al proprio futuro previdenziale”.

martedì 27 gennaio 2015

27 gennaio a Milano

• Dalla Stazione Centrale, tra il 1943 e il 1945, partivano i treni per i campi di sterminio.
Il Memoriale della Shoah, che si trova nei sotterranei della Stazione (piazza Edmond J. Safra 1), è l’unico, tragico teatro delle deportazioni rimasto intatto in Europa. Il Memoriale è in questi giorni aperto alle visite: dalle h. 10, dal 25 al 27 gennaio.  
• h. 9,30 al Politecnico Bovisa (repliche al Politecnico Città Studi alle 13 e alle 18): Meccaniche del Silenzio - Frammenti umani nel progetto Olocausto. Spettacolo ideato e interpretato da 16 studenti del Politecnico guidati dal regista del Piccolo Teatro Marco Rampoldi.   

• h. 17.30, lezione-concerto ‘Musica perseguitata, il canto dell'esilio’ (Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento) dedicata al compositore ebreo Mario Castelnuovo-Tedesco (Firenze, 1895 – Beverly Hills, 1968). Alla chitarra Francesco Mariotti, con la mezzo-soprano russa Dina Perekhodko. 
• h. 20: concerto di commemorazione del XV Giorno della Memoria, Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi. Durante la serata vengono consegnate, da parte della Comunità Ebraica di Milano, le targhe di riconoscimento a Goti Bauer, Nedo Fiano e Liliana Segre, testimoni della Shoah. Intervengono Ferruccio de Bortoli, presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, Alessandro Melchiorre, direttore del Conservatorio di Milano, Rav Alfonso Arbib, Rabbino capo della Comunità Ebraica di Milano.
• Al Teatro Studio Melato debutta, in ricordo alle vittime dell'Olocausto, Avanim (Pietre) della compagnia teatrale israeliana Orto-Da Theatre Group. Lo spettacolo trae ispirazione dal monumento di Nathan Rapoport posto nel 1948 all’ingresso del Ghetto: truccati in modo da rappresentare le figure del monumento stesso, gli attori, all’inizio immobili come pietre, si animano gradualmente sino a prendere vita e intraprendono un viaggio intimo nelle coscienze e nel tempo, fra storia e presente.  
• Resta aperta fino al 15 febbraio la mostra1933-1945 Lager Europa – Viaggio nel sistema concentrazionario nazi-fascista, inaugurata il 25 gennaio alla Loggia dei Mercanti, realizzata nell’ambito del progetto della Rete delle Scuole superiori della Provincia di Cremona. 

sabato 10 gennaio 2015

E' il momento di #stareinsieme. Reagiremo con più democrazia, più apertura, più diritti

Sabato 10 gennaio 2015, h. 15,30 appuntamento in piazza Duomo a Milano per #stareinsieme: per non cedere alla paura e all'odio. Perché rifiutiamo la logica di chi divide il mondo in base alla religione, al colore della pelle, alla nazionalità; quella di chi specula sulla morte per i propri interessi, alimentando una spirale di odio e violenza.
Perché è il momento di stare insieme, di far sentire la voce di tutti quelli che di fronte alla morte e alla violenza rispondono con il dialogo, la solidarietà e la pratica dei diritti.
Perché tutti sentiamo il bisogno di reagire alla strage di Parigi, e sappiamo che alla morte non si reagisce con la morte. Resistenza è una cosa, rissa è un'altra. Chi lo sa, MAI potrà accettare la logica che crede di arginare l'assassinio con l'assassinio; quella che produce messaggi che fanno accapponare la pelle, come questo:
Voglio offrire ai francesi un referendum sulla pena di morte…
Ma che offerta è? [e fa male, davvero! che a dire una cosa simile sia  una donna - fascista, si, ma pur sempre una donna]. Mentre la Francia gronda sangue, che offerta è un'ulteriore offerta di morte??!
E' qualcosa di atroce, da cui emana, appunto, una atroce puzza di morte: proprio quello da cui più adesso dovremmo fuggire.
Per questo ricordiamo le parole del premier norvegese Stoltenberg, dopo l'orrenda strage nazista di Utoya del 2011: «Reagiremo con più democrazia, più apertura e più diritti». Allora lo stragista non era musulmano, ma arianissimo - e nazista, appunto: ma dov'è la differenza, con gli stragisti di Parigi?


Per questo in piazza Duomo, a Milano, il 10 gennaio ci saranno tutti quelli che non fanno distinzione tra le vittime di Utoya e Peshawar, di Baghdad, di Baqa e di Parigi, nel Mediterraneo e a New York. Tutti quelli che credono che diritti, democrazia e libertà siano l'unico antidoto alla guerra, alla violenza e al terrore. Dove l'odio divide, i diritti possono unire.






venerdì 12 dicembre 2014

Expo: l'esposizione universale 2015. Per sapere come è nata e guardare dove va

ARCHIVIO/DOCUMENTI Mentre l'Expo si avvicina, crediamo utile pubblicare qualcosa che consenta di farsi un'idea a chi vorrebbe vederci più chiaro. Se vogliamo trarre qualcosa di utile da un processo dai grandi impatti come questo, è importante poterne avere coscienza anche in termini propositivi ma anche capaci di essere critici. Su questo fronte, ad oggi, il "comitato femminile" battezzato Women for Expo non ha dato contributi. In proposito segnaliamo invece, fra le tante, le utili informazioni e le osservazioni di Emilio Molinari che trovate qui.
Ma, riguardo all'intera storia, riportiamo di seguito anche il resoconto approfondito e interessante che ne dà Piero Basso:
Ho sentito parlare per la prima volta di Expo 2015 da un'intervistatrice che mi chiese, come a migliaia di altri cittadini milanesi, cosa so delle esposizioni universali e cosa penso della possibilità di realizzarne una proprio a Milano. Colto di sorpresa, non esprimo opinioni, e quanto a conoscenza riesco a ricordarne solo due: quella di Parigi del 1889, centenario della Rivoluzione francese, immortalata dalla torre Eiffel, e quella di Bruxelles del 1958, legata alla costruzione dell'"Atomium".
Neolaureato in fisica, la realizzazione di un edificio che riproduceva la struttura di un cristallo mi aveva ovviamente colpito. Solo più tardi ho scoperto che anche Milano aveva avuto, nel 1906, la sua esposizione internazionale (un gradino più giù di un'esposizione universale), dedicata ai trasporti (si celebrava l'apertura della galleria del Sempione, allora, con i suoi 20 chilometri, la più lunga del mondo), e che questa aveva lasciato in eredità alla città il parco intitolato appunto al grande traforo alpino, e l'acquario civico di via Gadio.  Roma invece aveva avuto l'eredità di un intero quartiere, quello appunto dell'EUR (Esposizione Universale Roma), ma non l'esposizione, che nel 1942 non fu effettuata a causa della guerra. Non conosco l'esito di quel sondaggio, probabilmente volto più a preparare il terreno che a conoscere realmente l'opinione dei cittadini, ma si comincia allora a parlarne e naturalmente nasce la curiosità di saperne di più, al di là della retorica ufficiale. E' ancora fresco il ricordo dei mondiali di calcio 1990, l'enorme spreco di denaro pubblico, il lievitare dei costi (quasi raddoppiati rispetto ai preventivi), le opere mai finite o inservibili, le commissioni d'inchiesta non approdate a nulla. Ma questa volta, si spera, sarà diverso.

Milano vince la gara
Nell'ottobre 2006 i consiglieri comunali di sinistra si astengono nel voto che stabilisce la costituzione del comitato di candidatura per l'assegnazione dell'Expo a Milano, formato da Comune, Regione, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Fiera.
Inizia il lavoro per ottenere l'assegnazione di Expo a Milano, in opposizione a Smirne, la città turca che per prima aveva presentato la sua candidatura. Parte una grande "campagna acquisti", giocata con tutti i mezzi leciti e forse anche qualcuno illecito, per conquistare i voti dei paesi che sceglieranno la sede della prossima Esposizione Universale.
Nell'ottobre del 2007 i rappresentanti del BIE (il Bureau International des Expositions, che dal 1928 regola le assegnazioni delle esposizioni universali) sono in visita a Milano, accolti come capi di stato dall'Amministrazione comunale che organizza, per gli importanti ospiti, incontri col mondo della cultura e delle imprese, visite alla Scala e al
Cenacolo vinciano, gite sul lago di Como e shopping nelle vie del centro; non manca neppure un incontro ad Arcore con Berlusconi, che all'epoca non
ricopre nessun incarico istituzionale.

“Meritare l'Expo”
Per evitare che gli ospiti possano vedere anche aspetti poco "decorosi" della città, vengono allontanati alcuni senzatetto accampati nei pressi della stazione centrale. A questo proposito Sergio D'Agostini, presidente della cooperativa DAR, invia una lettera (non pubblicata) a Repubblica, dal titolo significativo "Meritare l'expo":
La scorsa settimana la Repubblica ha dato notizia che, in vista della visita degli ispettori chiamati a dare un parere sull'idoneità della città ad ospitare l'Expo 2015, il Comune avrebbe provveduto a ripulire la zona della Stazione Centrale da tutti i segni esteriori del degrado, incluso l'allontanamento - per il tempo necessario - di quei soggetti che non avendo altra soluzione lì vivono e dormono.

domenica 7 dicembre 2014

#MafiaCapitale, 'ndrangheta a Milano e verità fumose. I familiari di Fausto e Iaio chiedono di non abbandonare le indagini

Il nome di Massimo Carminati è già contenuto, dai primi anni Novanta, nelle carte dell’inchiesta sul duplice omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci detto Iaio, avvenuto a Milano, in via Mancinelli, la sera del 18 marzo 1978 e rivendicato dalla “Brigata Combattente Franco Anselmi”.

Il 14 luglio 1997, il giudice Guido Salvini scrive infatti nell’ordinanza – sentenza N.271/80F [vedi qui interessanti testi relativi, ndr]: «Le caratteristiche somatiche e d’abbigliamento quantomeno di uno degli assassini di Fausto e Iaio sono decisamente compatibili con la persona di Massimo Carminati. L’impermeabile chiaro, indossato probabilmente da due degli aggressori, era del resto quasi una “divisa” per gli esponenti della destra romana. I collaboratori di giustizia Walter Sordi e Cristiano Fioravanti, sulla base di voci e di valutazioni di ambiente, hanno quindi indicato nel gruppo di Carminati il possibile responsabile del duplice omicidio di Milano».
E Massimo Carminati compare il 6 dicembre 2000 nel decreto di archiviazione del giudice Clementina Forleo: «(…) Pur in presenza dei significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva e in particolare degli attuali indagati (Massimo Carminati, Mario Corsi e Claudio Bracci), appare evidente allo stato la non superabilità in giudizio del limite appunto indiziario di questi elementi, e ciò soprattutto per la natura de relato delle pur rilevanti dichiarazioni.»
Alla luce delle nuove inchieste che coinvolgono Massimo Carminati nella più ampia associazione di stampo mafioso, l’associazione familiari e amici di Fausto e Iaio chiede che la verità e la giustizia sull’omicidio di via Mancinelli a Milano non venga archiviata.
Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio, 5 dicembre 2014