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sabato 23 febbraio 2013

Vota donna. Tanto per cominciare.

Beninteso: le donne non sono un io indistinto. Esattamente come gli uomini: ognuna ha un'idea, una visione della società, del mondo, dei rapporti unica. Non esiste soluzione ai problemi e alla crisi che possa andar bene a tutte come a tutti. Ma tutte, da tempo siamo riuscite a far crescere nell’opinione pubblica l’idea che un mondo e le istituzioni, senza le donne, le loro idee, il loro contributo non possono rinnovarsi, cambiare, riallacciare quel dialogo e ascolto necessario. I partiti ne hanno preso atto e, soprattutto, non possono più prescindere dagli impegni per la democrazia paritaria a cui le pressioni delle donne li hanno condotti. Nelle liste di tutti, dunque, più che in passato, le candidate ci sono. E sono molte; anche se molte ancora in posizioni di facciata.
Qualche partito ne farà eleggere di più, altri meno, scegliendo la via furbesca di candidarle senza eleggerle. Le elettrici e gli elettori, col sistema del porcellum, potranno fare poco.  Ma nelle tre Regioni, Lombardia, Lazio e Molise, chiamate a rinnovare consigli e governi regionali, la preferenza, anche se unica, c’è. Sappiamo tutte che lo scontro per il governo di queste tre regioni è uno scontro maschile.
Ma nei consigli regionali saranno le elettrici e gli elettorali a decidere chi dovrà rappresentarli. Invitiamo dunque non solo le donne, ma anche gli uomini stanchi come noi di vedersi rappresentanti da un solo genere, a dare il voto di preferenza ad una donna.
A quella che per appartenenza politica, per battaglie di genere, per impegno politico e sociale sentiamo più vicina, più affidabile e capace.
Sono molte, hanno con coraggio e passione accettato una grande sfida e meritano l’appoggio di tutte e tutti!
Per questo siamo convinte che l’appello a votare donna oggi sia importante ed è tutt’altro che il solito appello in nome del politically correct.
Prima di entrare nel seggio leggiamo bene le liste delle donne che si candidano per le Regioni; alcune si presentano e si raccontano anche qui, sul blog Politica Femminile Lombardia, e qui: Politica Femminile Lazio.  Appoggiamole e votiamole. Perché - anche se non tutte le donne sono all'altezza delle nostre aspettative - solo con più donne in politica, la politica ritroverà quel doppio sguardo di cui c’è un grande bisogno. 

lunedì 11 febbraio 2013

Beatrice Uguccioni

Sono Beatrice Uguccioni, candidata alla Regione Lombardia per il PD, con Ambrosoli Presidente. Nata a Milano 42 anni fa, sposata con Maurizio da 15 anni e mamma di tre figli.  Maturità classica, laurea in filosofia, indirizzo Comunicazioni Sociali e Relazioni Sociali all’Università Cattolica. 
Nel 1987 frequento i corsi di formazione sociopolitica della Diocesi di Milano; dal 1996 al 2000 lavoro in Università cattolica; negli stessi anni collaboro con la Fondazione Italiana per il Volontariato e con Caritas Ambrosiana. Dal 1996 al 2006, come funzionario per il Gruppo Regionale Consiliare dei Popolari poi Margherita, mi occupo di sanità, mercato del lavoro, formazione professionale e comunicazione; dal 1999 sono giornalista pubblicista. Componente dell’Assemblea Nazionale e della Direzione Provinciale del Partito Democratico. Dal 2001 in Consiglio di Zona 9 a Milano, Presidente dal 2006 e ad oggi ancora in carica.

Nella vita di ognuno di noi ci sono momenti nei quali la comodità di una posizione acquisita non deve fare velo al coraggio di un impegno, anche se più rischioso. Dall'ormai lontano 2001, anno in cui - nel prosieguo dell'impegno nel volontariato sociale e politico - mi candidai per il CDZ, ho ricevuto tante soddisfazioni, senza dubbio politiche ma anche personali, con il corale sostegno e incoraggiamento dei cittadini presenti nell'ampio territorio. Alla vigilia della prematura consultazione regionale, dopo la miserevole caduta della giunta PDL-Lega, che, di fatto, ha giocoforza cambiato le strategie di medio periodo delle forze politiche, la domanda, pur sollecitata da diverse direzioni, sia dal territorio che anche dal Partito, era se mettersi in gioco o meno, consapevole dei pro ma anche dei relativi rischi; .... probabilmente sarebbe stato più comodo riposare...
Il forte senso democratico confermato con le primarie nazionali prima e quelle regionali dopo, con l'indicazione di Umberto Ambrosoli quale candidato presidente, hanno acceso la speranza e aperto il cuore a tanti italiani per una nazione migliore, che possa davvero diventare Bene Comune.
Spinta da questo entusiasmo (e dalla ormai nota passione che, fortunatamente, non fa mancare il suo sostegno), dopo 12 anni di attività polito-amministrativa locale, di cui 7 dedicati a tempo pieno alla carica di Presidente del CdZ 9, ho dato la disponibilità a mettermi in discussione, giocando per questo nuovo ruolo, ben consapevole del massimo bisogno di consenso, al fine di contribuire, in discontinuità, alla vittoria del PD e quindi della Coalizione di centrosinistra. Ecco il perché di una scelta e di una nuova sfida, che spero possa avere successo con l'aiuto ed il consenso di tanti di Voi, cari concittadini. 
Mi auguro di potervi incontrare in questi giorni di campagna elettorale, per ricevere suggerimenti per un'amministrazione regionale - sempre attenta e presente sul territorio - all'insegna della legalità e della partecipazione popolare. Grazie di cuore per fare squadra, con l'obiettivo della vittoria comune, in questo delicatissimo momento per la nostra Lombardia, motore trainante dell'Italia.

In merito alle politiche femminili, tema che reputo fondante (porta con sè i valori dell'etica, della famiglia, dell'impegno....) credo sia importante riportare queste poche righe, da una stupenda lettera indirizzata alle donne da Giovanni Paolo II, scritta nel lontano 1995:
...Normalmente il progresso è valutato secondo categorie scientifiche e tecniche, ed anche da questo punto di vista non manca il contributo della donna. Tuttavia, non è questa l'unica dimensione del progresso, anzi non ne è neppure la principale. Più importante appare la dimensione socio-etica, che investe le relazioni umane e i valori dello spirito: in tale dimensione, spesso sviluppata senza clamore, a partire dai rapporti quotidiani tra le persone, specie dentro la famiglia, è proprio al « genio della donna » che la società è in larga parte debitrice. Vorrei a tal proposito manifestare una particolare gratitudine alle donne impegnate nei più diversi settori dell'attività educativa, ben oltre la famiglia: asili, scuole, università, istituti di assistenza, parrocchie, associazioni e movimenti. Dovunque c'è l'esigenza di un lavoro formativo, si può constatare l'immensa disponibilità delle donne a spendersi nei rapporti umani, specialmente a vantaggio dei più deboli e indifesi. In tale opera esse realizzano una forma di maternità affettiva, culturale e spirituale, dal valore veramente inestimabile, per l'incidenza che ha sullo sviluppo della persona e il futuro della società.....
...Si ponga davvero nel dovuto rilievo il «genio della donna», non tenendo conto soltanto delle donne grandi e famose vissute nel passato o nostre contemporanee, ma anche di quelle semplici, che esprimono il loro talento femminile a servizio degli altri nella normalità del quotidiano. È infatti specialmente nel suo donarsi agli altri nella vita di ogni giorno che la donna coglie la vocazione profonda della propria vita, lei che forse ancor più dell'uomo vede l'uomo, perché lo vede con il cuore. Lo vede indipendentemente dai vari sistemi ideologici o politici. Lo vede nella sua grandezza e nei suoi limiti, e cerca di venirgli incontro e di essergli di aiuto.  

venerdì 8 febbraio 2013

Sara Valmaggi

Sono Sara Valmaggi e mi presento alle elezioni regionali come capolista per il Pd, a sostegno di Ambrosoli Presidente. 
Sono nata a Milano, 44 anni fa; a 12 anni mi sono trasferita a Sesto San Giovanni, dove vivo tuttora. E proprio qui ho appreso il valore del lavoro e della solidarietà e ho iniziato il mio impegno politico, fino ad arrivare a essere segretaria cittadina dei Ds e assessore comunale all'Educazione, cultura, sport, giovani e tempi della città.

Nel 2005 sono stata eletta per la prima volta in Regione. Dal 2011 sono vicepresidente del Consiglio regionale e faccio parte della commissione Sanità. L’anno scorso sono stata relatrice della legge contro la violenza sulle donne e sono orgogliosa che sia stata approvata, nonostante gli ostacoli posti dalla maggioranza formigoniana.

Da sempre mi sono occupata di politiche sociali, salute, istruzione e pari opportunità. Su questi temi solo nell'ultima legislatura ho presentato 30 progetti di legge e 284 fra interrogazioni, mozioni e ordini del giorno. Se sarò eletta continuerò a farlo nella prossima legislatura. 
Quattro le questioni da affrontare da subito: prima di tutto dare piena attuazione alla legge contro la violenza sulla donne, destinandole i finanziamenti necessari a realizzare interventi di prevenzione, educazione e sostegno. 
Essenziale sarà, inoltre, realizzare una riforma del sistema sanitario e sociale, a partire dalla necessità di incontrare i bisogni dei cittadini favorendo la medicina locale sul territorio. In tema di sanità bisognerà rimodulare i ticket, eliminandoli per chi ha un reddito inferiore ai 30 mila euro e introducendo criteri di progressività per chi ha redditi più elevati. E infine, ma non certo per importanza realizzare un piano straordinario di interventi per la prima infanzia, che porti un aumento consistente degli asili nido. 
L’obiettivo è quello di portare il tasso di accoglienza delle strutture per i bambini da zero a tre anni al 33 per cento. Oggi in Lombardia è fermo al 18,8 per cento. 
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