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venerdì 31 gennaio 2014

1 febbraio 2014: a Milano al Consolato Spagnolo

Anche Milano risponde alla mobilitazione italiana ed europea a sostegno delle donne spagnole: appuntamento domani, dalle h. 14 in Piazza Cavour: nei pressi del Consolato Spagnolo, che si trova in via Fatebenefratelli 26. Il Governo spagnolo ha sferrato un duro attacco ai diritti delle donne e le donne di tutta Europa stanno rispondendoUnitevi all'evento su facebook; troverete qui tutti gli appuntamenti.
E NON ci si prenda in giro con la scusa del "diritto alla vita": l'applicazione seria della legge 194 aveva ridotto drasticamente il ricorso agli aborti, un processo virtuoso che si inceppa solo a causa dei continui boicottaggi politici che hanno man mano strozzato tutti i servizi di prevenzione di educazione. E, non paga, la propaganda moralista (ma non per questo morale), che vuole ricacciare le donne nell'oscurantismo mente sapendo di mentire, continuando a negare che la legge avesse funzionato. Ci dispiace, ma riteniamo più attendibili gli operatori che a questi temi dedicamo la loro professionalità: "In Italia, come segnalato dagli studi internazionali, persiste una visione moralistica nei confronti della sessualità e dell'IVG, che ha come conseguenza la mal applicazione della legge 194. Tale visione moralistica, che porta spesso a manifestazioni demagogiche piuttosto che all'azione pratica nella prevenzione dell'aborto, lede i diritti delle donne già acquisiti secondo quanto previsto da una legge dello stato costituzionalmente vincolata. L'obiettivo del convegno quindi è che il governo e le regioni prendano provvedimenti a garanzia dei diritti delle donne ad interrompere una gravidanza indesiderata nei modi e nei tempi previsti dalla legge 194" (AIED, 21 maggio 20102).
Vogliamo una legislazione europea che sancisca il diritto all'autodeterminazione, alla prevenzione e alla salute, alla libera scelta e all'accesso all'aborto sicuro, contro l'abbandono delle donne e contro il business mafioso, oggi in grave espansione, delle cliniche  clandestine.

martedì 14 gennaio 2014

Sull'aborto: lettera alle ragazze

Oggi, 14 gennaio, è l’anniversario di una grande manifestazione che 8 anni fa scese in piazza a Milano in difesa della legge 194 e della libertà delle donne, contro gli attacchi di Storace e Berlusconi. Oggi, che la controriforma Rajoy dalla Spagna potrebbe mettere a rischio il diritto di scelta  e autodeterminazione in tutta Europa, le donne di allora scrivono una lettera: alle ragazze di oggi.

Care ragazze,
Il 14 gennaio del 2006 eravamo in 200mila – donne e uomini – in piazza Duomo a Milano per difendere la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza e per rilanciare la questione della libertà femminile. La convinzione, ora come allora, è che le due cose vadano di pari passo.
Otto anni dopo, siamo qui a ribadire l’urgenza di un’alleanza e di una battaglia comune. Comune a tutte le donne, ma che dovrebbe riguardare anche quegli uomini – amici, fidanzati e mariti – che vorrete compagni della vostre vite. E siamo qui a dire a voi donne più giovani che è il vostro momento.
Torniamo a farlo perché ciò che accade in Spagna dimostra che una conquista non è per sempre e che il controllo sul corpo delle donne resta l’oggetto di una contesa che non finisce mai.
Il 20 dicembre il governo di centrodestra Rajoy ha varato un progetto che smantella la legge Zapatero sull’aborto, autorizzandolo solo in caso di stupro, di rischio per la salute fisica o psichica della donna e di anomalie talmente gravi da comportare la possibilità di morte del nascituro.
Non è tutto: il 10 dicembre il Parlamento europeo aveva bocciato (anche a causa dell’astensione o dell’assenza di alcuni europarlamentari del Pd) la Risoluzione Estrela che, in sostanza, chiedeva che l’aborto fosse legale e sicuro per le donne in tutti i paesi dell’Unione, cosa che ora non accade né in Polonia né in Irlanda.
Non crediamo che in Italia si possa tentare di demolire la 194 a viso aperto: si continuerà però a svuotarla attraverso un ricorso all’obiezione di coscienza – reale o strumentale che sia – che sta rendendo difficile, e in alcune zone addirittura impossibile, il ricorso all’interruzione di gravidanza. Lo abbiamo scritto nel nostro Manifesto/petizione “Legge 194: cosa vogliono le donne” scritto insieme alla Libera Università delle Donne e ai Consultori Privati Laici: a 35 anni dall’approvazione della legge, vediamo tradito il suo senso, snaturata la sua applicazione e temiamo per il suo futuro.
Futuro è la parola chiave: in Italia in questi tempi viene alimentato un conflitto insensato tra giovani/e e vecchi/e. Ciò che urge, ciò che noi sollecitiamo, è invece un’alleanza tra donne che non può, però, darsi senza il protagonismo e l’assunzione di responsabilità delle più giovani tra di noi.
E’ il vostro tempo ragazze, e la legge 194 riguarda la vostra vita, la vostra libertà e la vostra salute più di quanto riguardi, in concreto, molte di noi.
Nei prossimi mesi in Europa le donne si mobiliteranno per sventare la controriforma Rajoy, che riporta l'interruzione di gravidanza all'illegalità in Spagna. Noi ci saremo e vorremmo condividere questo percorso e, insieme, affidare a mani più giovani il testimone di questo impegno. Per noi questo comporta  avere cura della 194 e del suo destino, quali che siano i modi, non necessariamente i nostri, che sceglierete per farlo.
Siamo uscite dal silenzio, recitava lo striscione che apriva il corteo del 14 gennaio 2006. Oggi aspettiamo le vostre parole.