Lettera aperta
al candidato Presidente
Umberto Ambrosoli
al candidato Presidente
Umberto Ambrosoli
Caro Umberto,
sono Federica Migliavacca, candidata per il Pd in
Provincia di Pavia.
Scrivo questa lettera aperta con uno stato d’animo
particolare: sono terminate da poco le celebrazioni della giornata della
Memoria e il frastuono delle emozioni che suscita è ancora molto presente.
Quando si parla di Shoah si parla di dignità calpestate,
di orrore, di morte, e paradossalmente anche di vita, si parla di non
tolleranza e di odio.
Ieri sera ho partecipato ad una serata bellissima,
organizzata da Universigay Pavia e Arcigay Pavia, in collaborazione con
associazioni di persone disabili e di immigrati, dal titolo “La Memoria sono
anch'io”.
È stato toccante essere lì e mi sono sentita a casa. Mi
sono sentita a casa perché ho sentito dentro di me di essere come loro, come
tutti loro: un po’ disabile, un po’ straniera, un po’ omosessuale, un po’ diversa
insomma.
“Siamo tutti uguali, ma uguali a chi?” dice giustamente Mafalda in una sua vignetta proiettata al termine della serata.
“Siamo tutti uguali, ma uguali a chi?” dice giustamente Mafalda in una sua vignetta proiettata al termine della serata.
Parto da queste riflessioni perché con molto rammarico
ho trovato nel tuo programma, che sento anche mio solo due volte la parola “omoaffettivo”.
Ecco, io credo che sia riduttivo.
Ecco, io credo che sia riduttivo.
